Prevedi 2-3 ore per una visita autonoma completa, o meglio 3,5 se ti piace leggere molto, fare una pausa al bar e soffermarti nelle sale delle mostre temporanee. Una visita guidata dura di solito circa 2 ore, ma in realtà passa più in fretta perché un esperto seleziona, tra i 30.000 oggetti, solo quelli più significativi.
L'aria fresca, la luce soffusa e le file di volti scolpiti nella pietra fanno sì che i primi minuti all'interno del Museo Egizio non sembrino tanto l'ingresso in un museo, quanto piuttosto l'ingresso in un archivio di un'altra civiltà, allestito con cura. La grandezza ti coglie di sorpresa: piccoli amuleti in una stanza, faraoni colossali in quella accanto.
Il museo prese forma nel 1824, quando le collezioni reali di Torino e, in seguito, i reperti provenienti dagli scavi italiani furono riuniti con l’obiettivo di studiare seriamente l’antico Egitto, non solo di esporlo. È proprio grazie a questa solida base scientifica che le sale espositive risultano così coerenti, nonostante i 30.000 oggetti distribuiti su più piani.
Ciò che rimane impresso nella mente della maggior parte dei visitatori è il passaggio dallo spettacolo all’intimità. Non vedi solo statue e sarcofagi; inizi a notare le scritte sui papiri, gli oggetti preparati per l’aldilà e la logica intima di un mondo costruito intorno all’eternità.
Da evitare se: non ti piacciono le sale buie, le mummie o i musei che premiano l'osservazione attenta più della visita veloce.
Cosa c'è da vedere al Museo Egizio?

La storia della collezione
Inizia da qui per scoprire la storia delle origini del museo, dalle collezioni reali alle missioni archeologiche. Dà un senso al resto della visita e aiuta a capire perché Torino sia diventata un centro mondiale di egittologia.
Tomba di Kha e Meryet
Una delle sale più significative del museo, con cassapanche, attrezzi, biancheria, vasi e oggetti funerari provenienti da una tomba intatta del XVIII secolo. I visitatori di solito passano più tempo proprio qui, perché l’insieme di opere trasmette una sensazione sorprendentemente personale.
Collezione di Deir el-Medina
Questa sezione allarga la storia oltre la famiglia reale. Puoi vedere com’era la vita lavorativa degli artigiani, degli scribi e delle famiglie, il che ti fa capire che l’antico Egitto era fatto di persone, non solo di faraoni.
I papiri e la Lista dei re di Torino
Le sale dedicate ai papiri meritano di essere osservate con calma. Questi frammenti hanno aiutato gli studiosi a ricostruire le dinastie e le pratiche di scrittura quotidiane, e si apprezzano meglio prima che le sale successive si affollino.
Galleria della Sfinge
Cerca la sfinge in pietra calcarea e le statue reali e divine sedute che si trovano lì vicino. È qui che la dimensione del museo fa un salto di qualità, passando da oggetti che si tengono in mano a opere scolpite che emanano un potere destinato a dominare lo spazio.
Sala dei Re
Questo è il culmine visivo: statue imponenti, un’ambientazione in penombra e pareti a specchio che amplificano la sensazione di grandezza senza risultare troppo teatrali. Vieni più avanti durante la visita, così questa sala sarà il gran finale, non solo un’altra sala con le sculture.
Tempio di Ellesiya
Un autentico tempio del Nuovo Regno, trasferito a Torino dopo la campagna di salvataggio in Nubia. Ci vogliono solo pochi minuti per visitarlo, ma stare lì dentro trasforma il museo da semplice collezione a vero e proprio incontro.
Galleria Nefertari
Questa nuova galleria raccoglie mobili funerari e corredi funerari legati alla regina Nefertari. Se ti interessano le sepolture reali, mettici 15–20 minuti; le mostre speciali qui possono attirare folle numerose.
Giardino egiziano
Il giardino sul tetto è piccolo ma utile. Dopo aver attraversato gallerie affollate e ambienti poco illuminati, la terrazza con le piante ti offre lo spazio giusto per ricaricarti prima di tornare all’interno o di uscire in Piazza Castello.
Dalle statue reali ai tesori funerari, passando per papiri secolari, una visita guidata ti aiuta a capire come i reperti più importanti del Museo Egizio si inseriscano nel quadro più ampio della storia dell’antico Egitto.

Come visitare il Museo Egizio
Breve storia del Museo Egizio
- 1824: Il Museo Egizio nasce ufficialmente quando la Casa Savoia acquista la collezione egizia di Bernardino Drovetti e la trasferisce a Torino.
- 1824: Jean-François Champollion studia qui i fondi e afferma, con quella famosa frase, che la strada per Menfi e Tebe passa per Torino.
- 1903–1920: Gli scavi del direttore Ernesto Schiaparelli in Egitto hanno portato alla luce reperti di grande importanza, tra cui il corredo funerario intatto di Kha e Meryet.
- 1960s: Dopo che l’Italia ha contribuito al salvataggio dei monumenti nubiani minacciati dalla Grande Diga di Assuan, l’Egitto ha donato all’Italia il Tempio di Ellesiya.
- 2015: Il museo riapre dopo un’importante ristrutturazione, con nuove sale disposte in ordine cronologico, una migliore accessibilità e un’esperienza espositiva più coinvolgente.
- 2024: Il Museo Egizio festeggia il suo bicentenario e inaugura la Galleria di Nefertari, riportando l'attenzione su una delle sue collezioni reali più famose.
L'architettura del Museo Egizio
Chi ha costruito il Museo Egizio?
Il Museo Egizio è nato dall’incontro di due ambizioni: la voglia di Bernardino Drovetti di raccogliere reperti egizi e il desiderio della Casa Savoia di trasformare Torino in un vero e proprio centro di studi. Quando il museo fu fondato nel 1824, era stato concepito come un luogo dedicato tanto allo studio quanto all'esposizione.
L'identità successiva del museo è stata plasmata da Ernesto Schiaparelli, il direttore-archeologo i cui scavi in Egitto hanno portato alla luce il complesso di Kha e Meryet e altri reperti fondamentali. Ha spinto l'istituzione ad andare oltre la semplice raccolta per concentrarsi sul contesto, ed è per questo che le gallerie danno ancora l'impressione di essere orientate alla ricerca piuttosto che alla semplice esposizione decorativa.
Più di un museo: un’esperienza curata nei minimi dettagli
Il Museo Egizio si distingue non solo per le opere che possiede, ma anche per la cura con cui gestisce l'esperienza dei visitatori. I resti umani sono chiaramente segnalati, così puoi scegliere cosa vedere. C'è il supporto audio multilingue, le postazioni olfattive aggiungono un tocco di atmosfera alla vita quotidiana e ai rituali, e la caffetteria si trova a metà percorso invece che all'uscita, il che rende più facile gestire il ritmo di una lunga visita al museo. In una collezione così ampia, l’empatia nel design è fondamentale: permette a chi la scopre per la prima volta di rimanere curioso senza sentirsi sopraffatto.
Domande frequenti sul Museo Egizio
Sì. Il Museo Egizio è uno dei pochi musei in cui l’antico Egitto appare al tempo stesso monumentale e a misura d’uomo, e una visita guidata ti fa risparmiare tempo. Prenota una visita guidata se vuoi conoscere il contesto senza dover fare la fila per i biglietti.
La maggior parte dei visitatori impiega 2–3 ore. Prevedi circa 3 ore se leggi le etichette, ti fermi al bar o visiti le mostre temporanee; una visita guidata di solito dura circa 2 ore perché si concentra direttamente sulle sale principali.
Non andartene senza aver visto la Tomba di Kha e Meryet, la Sala dei Re e il Tempio di Ellesiya. Se ti interessano le sepolture reali, controlla se la Galleria di Nefertari è aperta durante il periodo della tua visita.
Sì, soprattutto per i bambini abbastanza grandi da riuscire a concentrarsi per 90 minuti o più. Il percorso è ben strutturato, l’audio guida aiuta chi visita il museo per la prima volta, ma in alcune sale ci sono mummie e resti umani, quindi per i bambini più piccoli e sensibili potrebbe essere meglio scegliere un percorso più breve.
Sì. L'ingresso a orari prestabiliti è la norma, e il museo è molto rigoroso riguardo alle fasce orarie, quindi è importante prenotare in anticipo anche nei giorni meno affollati. Il tour guidato con ingresso prioritario al Museo Egizio o la Torino + Piemonte Card sono le opzioni Headout più semplici da inserire nei tuoi programmi.
La mattina presto è l'ora migliore se vuoi trovare posto nelle sale Kha e scattare foto più nitide nella Sala dei Re. I giorni feriali sembrano più tranquilli rispetto ai fine settimana, mentre la primavera e l’autunno sono di solito i periodi di maggiore affluenza nei musei.






