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L'aria fresca, la luce soffusa e le file di volti scolpiti nella pietra fanno sì che i primi minuti all'interno del Museo Egizio non sembrino tanto l'ingresso in un museo, quanto piuttosto l'ingresso in un archivio di un'altra civiltà, allestito con cura. La grandezza ti coglie di sorpresa: piccoli amuleti in una stanza, faraoni colossali in quella accanto.

Il museo prese forma nel 1824, quando le collezioni reali di Torino e, in seguito, i reperti provenienti dagli scavi italiani furono riuniti con l’obiettivo di studiare seriamente l’antico Egitto, non solo di esporlo. È proprio grazie a questa solida base scientifica che le sale espositive risultano così coerenti, nonostante i 30.000 oggetti distribuiti su più piani.

Ciò che rimane impresso nella mente della maggior parte dei visitatori è il passaggio dallo spettacolo all’intimità. Non vedi solo statue e sarcofagi; inizi a notare le scritte sui papiri, gli oggetti preparati per l’aldilà e la logica intima di un mondo costruito intorno all’eternità.

Da evitare se: non ti piacciono le sale buie, le mummie o i musei che premiano l'osservazione attenta più della visita veloce.

Cosa c'è da vedere al Museo Egizio?

Museo Egizio collection history display
Tomb of Kha and Meryet gallery
Deir el-Medina collection at Museo Egizio
Papyri and Turin King List display
Gallery of the Sphinx at Museo Egizio
Hall of Kings statues at Museo Egizio
Temple of Ellesiya inside Museo Egizio
Nefertari Gallery at Museo Egizio
Egyptian Garden rooftop at Museo Egizio
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La storia della collezione

Inizia da qui per scoprire la storia delle origini del museo, dalle collezioni reali alle missioni archeologiche. Dà un senso al resto della visita e aiuta a capire perché Torino sia diventata un centro mondiale di egittologia.

Tomba di Kha e Meryet

Una delle sale più significative del museo, con cassapanche, attrezzi, biancheria, vasi e oggetti funerari provenienti da una tomba intatta del XVIII secolo. I visitatori di solito passano più tempo proprio qui, perché l’insieme di opere trasmette una sensazione sorprendentemente personale.

Collezione di Deir el-Medina

Questa sezione allarga la storia oltre la famiglia reale. Puoi vedere com’era la vita lavorativa degli artigiani, degli scribi e delle famiglie, il che ti fa capire che l’antico Egitto era fatto di persone, non solo di faraoni.

I papiri e la Lista dei re di Torino

Le sale dedicate ai papiri meritano di essere osservate con calma. Questi frammenti hanno aiutato gli studiosi a ricostruire le dinastie e le pratiche di scrittura quotidiane, e si apprezzano meglio prima che le sale successive si affollino.

Galleria della Sfinge

Cerca la sfinge in pietra calcarea e le statue reali e divine sedute che si trovano lì vicino. È qui che la dimensione del museo fa un salto di qualità, passando da oggetti che si tengono in mano a opere scolpite che emanano un potere destinato a dominare lo spazio.

Sala dei Re

Questo è il culmine visivo: statue imponenti, un’ambientazione in penombra e pareti a specchio che amplificano la sensazione di grandezza senza risultare troppo teatrali. Vieni più avanti durante la visita, così questa sala sarà il gran finale, non solo un’altra sala con le sculture.

Tempio di Ellesiya

Un autentico tempio del Nuovo Regno, trasferito a Torino dopo la campagna di salvataggio in Nubia. Ci vogliono solo pochi minuti per visitarlo, ma stare lì dentro trasforma il museo da semplice collezione a vero e proprio incontro.

Galleria Nefertari

Questa nuova galleria raccoglie mobili funerari e corredi funerari legati alla regina Nefertari. Se ti interessano le sepolture reali, mettici 15–20 minuti; le mostre speciali qui possono attirare folle numerose.

Giardino egiziano

Il giardino sul tetto è piccolo ma utile. Dopo aver attraversato gallerie affollate e ambienti poco illuminati, la terrazza con le piante ti offre lo spazio giusto per ricaricarti prima di tornare all’interno o di uscire in Piazza Castello.

Trasforma reperti straordinari in una storia ricca di significato

Dalle statue reali ai tesori funerari, passando per papiri secolari, una visita guidata ti aiuta a capire come i reperti più importanti del Museo Egizio si inseriscano nel quadro più ampio della storia dell’antico Egitto.

Come visitare il Museo Egizio

Breve storia del Museo Egizio

  • 1824: Il Museo Egizio nasce ufficialmente quando la Casa Savoia acquista la collezione egizia di Bernardino Drovetti e la trasferisce a Torino.
  • 1824: Jean-François Champollion studia qui i fondi e afferma, con quella famosa frase, che la strada per Menfi e Tebe passa per Torino.
  • 1903–1920: Gli scavi del direttore Ernesto Schiaparelli in Egitto hanno portato alla luce reperti di grande importanza, tra cui il corredo funerario intatto di Kha e Meryet.
  • 1960s: Dopo che l’Italia ha contribuito al salvataggio dei monumenti nubiani minacciati dalla Grande Diga di Assuan, l’Egitto ha donato all’Italia il Tempio di Ellesiya.
  • 2015: Il museo riapre dopo un’importante ristrutturazione, con nuove sale disposte in ordine cronologico, una migliore accessibilità e un’esperienza espositiva più coinvolgente.
  • 2024: Il Museo Egizio festeggia il suo bicentenario e inaugura la Galleria di Nefertari, riportando l'attenzione su una delle sue collezioni reali più famose.

L'architettura del Museo Egizio

Chi ha costruito il Museo Egizio?

Il Museo Egizio è nato dall’incontro di due ambizioni: la voglia di Bernardino Drovetti di raccogliere reperti egizi e il desiderio della Casa Savoia di trasformare Torino in un vero e proprio centro di studi. Quando il museo fu fondato nel 1824, era stato concepito come un luogo dedicato tanto allo studio quanto all'esposizione.

L'identità successiva del museo è stata plasmata da Ernesto Schiaparelli, il direttore-archeologo i cui scavi in Egitto hanno portato alla luce il complesso di Kha e Meryet e altri reperti fondamentali. Ha spinto l'istituzione ad andare oltre la semplice raccolta per concentrarsi sul contesto, ed è per questo che le gallerie danno ancora l'impressione di essere orientate alla ricerca piuttosto che alla semplice esposizione decorativa.

Più di un museo: un’esperienza curata nei minimi dettagli

Il Museo Egizio si distingue non solo per le opere che possiede, ma anche per la cura con cui gestisce l'esperienza dei visitatori. I resti umani sono chiaramente segnalati, così puoi scegliere cosa vedere. C'è il supporto audio multilingue, le postazioni olfattive aggiungono un tocco di atmosfera alla vita quotidiana e ai rituali, e la caffetteria si trova a metà percorso invece che all'uscita, il che rende più facile gestire il ritmo di una lunga visita al museo. In una collezione così ampia, l’empatia nel design è fondamentale: permette a chi la scopre per la prima volta di rimanere curioso senza sentirsi sopraffatto.

Domande frequenti sul Museo Egizio

Sì. Il Museo Egizio è uno dei pochi musei in cui l’antico Egitto appare al tempo stesso monumentale e a misura d’uomo, e una visita guidata ti fa risparmiare tempo. Prenota una visita guidata se vuoi conoscere il contesto senza dover fare la fila per i biglietti.

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